SPOILER : questa pagina contiene fotografie scattate agli albori del digitale, povere di pixel e qualitativamente scarse.

 

Il primo viaggio in bicicletta non si scorda mai, tanto meno il primo viaggio all’estero. Questo piccolo tour sulle alpi francesi è ormai maggiorenne, sono passati più di diciotto anni ormai, il ricordo è vago, gli appunti sono andati persi e la qualità delle immagini mi invecchia ancora di più, senza dimenticare le fatiche di quei giorni.

ALPI FRANCESI 

 

La salita è l’essenza del ciclismo, ma nel cicloturismo assume i contorni del masochismo. Eppure il richiamo di tutti quei colli che prima di me sono stati scalati da tanti campioni durante il Tour de France supera ogni limite fisico, almeno in fase di programmazione, si intende. Ecco cosa mi ha spinto ad affrontare le alpi francesi in bicicletta.

Resti di fortificazioni salendo al colle della Lombarda

 

Il viaggio inizia in val di Stura, negli anni diventerà terreno di conquista per le mie scorribande a pedali, ora la percorro per la prima volta. Superato il fortino di Vinadio e gli stabilimenti di imbottigliamento dell’acqua omonima, imbocco il bivio per il colle de la Lombarde. Salita arcigna, dura per pendenze e lunghezza complessiva. Passata una prima parte immerso nel bosco, spunto su un pendio erboso, dove si trovano i resti di altre strutture militari costruite per difendere il confine dall’invasore francese ai tempi di Napoleone.

In vetta al colle della Lombarda


Ora mentre sulla destra scorgo il santuario di Sant’Anna di Vinadio, il più alto d’Europa, sotto le mie ruote la strada si impenna ulteriormente e dopo aver preso quota sul versante sinistro della valle, giunge finalmente al passo. Quest’ultimo segna anche l’attuale confine con la Francia ed è da preludio ad una discesa lunga e impegnativa, almeno nella prima parte.

L’arrivo in Francia a Isola

 

A fondo valle, il piccolo borgo di Isola mi accoglie con i primi profumi di baguette, vecchi edifici di montagna ed una modesta locanda dove troverò riposo, prima delle prossime fatiche. Le difficoltà non si sono certo esaurite nella prima giornata ed infatti appena lasciato Isola trovo subito indicazioni per il colle de la Bonette.

Salendo al colle del Bonette.

 

La discesa aiuta a riprendere energie, lunga e di facile percorrenza termina a Jausiers, nel cuore del parco dell’Ubaye. Svolta a destra e lentamente la strada riprende a salire, per inasprirsi nei pressi di Saint Paul dove ha inizio la vera salita al col du Vars. Altra icona del ciclismo su strada è in realtà una salita quasi anonima e, confrontata alle precedenti, persino di facile scalata.

Un cippo fa la conta dei chilometri salendo al col de Vars


Dopo una nottata a Guillestre, riprendo il mio sali scendi alpino dirigendomi verso il colle dell’Izoard. Tosto, severo e paesaggisticamente meritevole.Superato l’abitato di Arvieux la fatica è alleviata da un leggero tratto di discesa in un ambiente spoglio e roccioso, quasi lunare. Le casse deserte, questo è il nome di questa particolare località, precede gli ultimi tornati e l’arrivo al passo.

Le casse deserte, un angolo di luna sulle alpi francesi.


Per la prima volta il traffico infastidisce e disturba le mie pedalate, soprattutto man man che la strada si avvicina a Briancon. La cittadina francese è circondata da grandi cime e da numerose valli nelle quali si dirigono altrettante arterie stradali.

Una di queste riporta in Italia, attraverso il Monginevro, io opto stoicamente per la strada del col du Lautaret. Una lunga lingua di asfalto che taglia a metà la valle, con una pendenza costante, come il vento che mi ha rallentato per tutta la durata. Al colle un buon numero di auto e camper sosta in attesa di riprendere a salire.

Dal col du Lautaret proseguo in direzione del col du Galibier


 Il cartello indica sette chilometri di ulteriore salita per raggiungere il celeberrimo col du Galibier. Anche questi non mancano di farsi sentire nelle gambe, anche la quota è ancora importante e in vetta si superano i 2600 metri. Il contesto selvaggio ed isolato rende tutto più epico e pioneristico. La discesa si tuffa in una valle solitaria e disabitata, almeno fino alla città di Valloire.

Il col du Telegrphe all’ingresso di Valloire


In questa località amena passerò l’ultima notte francese, prima del rientro in Italia. Non mi voglio far mancare ancora una salita. Il col du Telegraphe a pochi minuti da Valloire è infatti solo una formalità, la vera fatica è il colle del Montcenisio. Salita di media difficoltà, che conduce al lago omonimo dopo aver svalicato il colle. Un Lungo saliscendi ventoso costeggia lo specchio d’acqua fino all’inizio della salita e al confine Italiano. La discesa in val di Susa è l’ultimo capitolo di questo breve viaggio d’esordio.

Costeggio il lago del Moncenisio prima del ritorno in Italia